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Ula Tirso, maschere di Maschinganna

IMMAGINE DEL GIORNO

Ula Tirso, maschere di Maschinganna

S’Urzu (l’orso) di Ulà Tirso è una maschera vestita di pelli di animali e come capricapo una grossa testa di cinghiale. Sotto le pelli indossa "sa tzippa", un lungo pezzo di sughero che serve a proteggerlo dai colpi che "sos bardianos" (i guardiani), gli infliggono con "sa mazzocca" (un robusto bastone nodoso). Le maschere percorrono rumorosamente le vie del paese, sostando sull'uscio delle case, dove viene offerto da bere. S'urzu rimane bloccato con funi e catene. Se entrasse nelle case vi porterebbe "s'iscomuniga". Durante il corteo i colpi inferti dai guardiani provocano la caduta del vino da una sacca. Il vino che cade rappresenta il sangue che renderà fertile la terra. In questo momento "su omadore" (il domatore) invita tutte le maschere a ballare intorno a "s'urzu" morente. Il rito con le sue danze scomposte allontana le maledizioni e "sos dimonios", simboleggiando inoltre la prossima rinascita della natura che porterà benessere e fertilità alla comunità. Assiste passivamente a tutto il rito la maschera enigmatica di "maschingannu" che indossa una pelle di caprone, con testa e corna.

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